Lavoro & Economia
 
La rivalutazione monetaria è l'operazione matematica che consente di conoscere il valore attuale di una somma di denaro espressa nella valuta del passato.

In caso di risarcimento del danno per debiti di valore (ad esempio in caso di incidente stradale) la somma calcolata quale risarcimento deve essere aumentata aggiungendo rivalutazione ed interessi. La rivalutazione ha la funzione di reintegrare il danneggiato nella stessa situazione patrimoniale nella quale si sarebbe trovato se il danno non si fosse verificato, adeguando l’importo della somma in valori monetari correnti alla data in cui è compiuta la liquidazione giudiziale.

Il calcolo della rivalutazione consiste in una moltiplicazione per un coefficiente di rivalutazione. Tale coefficiente viene ricavato dagli indici di variazione del potere d'acquisto della moneta (il più utilizzato per la rivalutazione è l'indice FOI) dividendo l'indice del mese e dell'anno in cui far cessare la rivalutazione per l'indice del mese e dell'anno da cui far partire la rivalutazione. Gli indici elaborati dall'Istat mutano periodicamente base, ossia il valore fatto pari a 100 rispetto al quale si misurano le variazioni. Per rivalutare una somma relativa ad un periodo rispetto al quale è mutata la base, occorre prima moltiplicare il quoziente del rapporto fra l'indice recente e quello meno recente per il coefficiente di raccordo, anch'esso elaborato dall'Istat.
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